Quali trekking fare in Sardegna?

25.05.2026

Scegliere quali trekking fare in Sardegna significa, prima di tutto, leggere l’isola come un atlante di paesaggi: falesie calcaree sospese sul Golfo di Orosei, gole profonde nel Supramonte, crinali granitici in Gallura, altipiani e vette nel Gennargentu. La varietà è tale che lo stesso viaggio può alternare escursioni brevi e panoramiche a itinerari severi, dove la progressione richiede competenze tecniche e organizzazione. In una pianificazione ampia – ad esempio per una Sardegna in due settimane – la scelta più razionale è costruire un “ventaglio” di percorsi: uno o due trekking costieri di medio impegno, un’uscita nell’entroterra per conoscere la Sardegna più aspra e, se l’esperienza lo consente, un itinerario iconico che abbia il peso di un rito laico. L’obiettivo non è collezionare chilometri, ma capire dove l’isola mostra la sua grammatica più autentica.

Quali sono i trekking imperdibili tra Supramonte, Gennargentu e Golfo di Orosei?

Per chi cerca la Sardegna più essenziale, il riferimento è il Supramonte di Baunei: qui si colloca il Selvaggio Blu, spesso descritto come un trekking di più giorni dall’impronta tecnica, dove l’isolamento e la natura del terreno impongono prudenza e preparazione. Non è un percorso “da spuntare”, ma un progetto: valutazione delle capacità, gestione dell’acqua, orientamento e – per molti – scelta di una guida esperta. Nella stessa geografia verticale, l’escursione alla Gola di Gorropu offre un’esperienza diversa ma ugualmente memorabile: si entra in un corridoio di roccia che cambia luce e temperatura, e la camminata diventa lettura del paesaggio. A completare il trittico del cuore montano, il sito archeologico di Tiscali – un villaggio nascosto in una dolina – unisce trekking e storia, con un’arrampicata graduale verso un luogo che sembra sottratto al tempo. Se invece l’idea è “salire al punto più alto”, la vetta di Punta La Marmora nel Gennargentu consente di comprendere la Sardegna dall’alto, con un’escursione dove contano passo, meteo e visibilità.

Quali trekking panoramici fare nel nord della Sardegna e lungo le coste?

Quando la priorità è il paesaggio marino – e magari un ritmo più lieve, adatto anche a una vacanza di coppia – la Sardegna offre escursioni in cui la bellezza è immediata e la logistica più semplice. Nel nord della Sardegna, i percorsi di Capo Testa propongono un’immersione nella Gallura di granito e vento: camminate ad anello, scorci su scogliere scolpite e un senso di “fine della terra” che si presta a un’uscita di mezza giornata. Sul versante opposto, il promontorio di Capo Figari (area di Golfo Aranci) è una sintesi elegante tra macchia mediterranea e vedute ampie sul mare, con un arrivo che spesso coincide con punti panoramici storicamente legati alla segnalazione costiera. Più a ovest, l’area di Capo Caccia e della Grotta di Nettuno combina natura e patrimonio, con percorsi che alternano cammino e soste scenografiche: qui la costa non è solo sfondo, ma struttura geologica. Infine, il Sinis offre un’idea diversa di trekking: passi più lenti, dune e stagni, tratti in cui la lettura del territorio si intreccia a elementi culturali e a un’atmosfera quasi “lagunare”.

Dove soggiornare con VOIhotels per un trekking in Sardegna

Per trasformare le escursioni in un viaggio ben bilanciato, la base conta quanto il sentiero. Nel nord-est, il VOI Colonna Village si affaccia sull’area di Golfo Aranci, in una posizione che dialoga con la Gallura e con tratti costieri ideali per trekking panoramici e rientri “senza fratture” tra natura e relax. Nel sud-est, a Villasimius, il VOI Tanka Village si colloca in prossimità della spiaggia di Simius e dell’Area Marina Protetta di Capo Carbonara, con servizi pensati per alternare giornate attive e recupero (piscine e percorsi dedicati al benessere). Per chi desidera un livello superiore di privacy e comfort, il VOI Tanka Selected propone un’esperienza più esclusiva, utile quando l’escursione è parte di un itinerario più ampio e si cerca una “casa” elegante a fine giornata.